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Un clandestino russo di fede mussulmana appare improvvisamente ad Amburgo, nella vita di Tommy Brue, banchiere scozzese e di Annabel Richter avvocato giovane e idealista.
E’emaciato, affamato, presenta segni di tortura, dispone di denaro, molto.
Intorno alla vicenda ruotano anche i servizi segreti inglesi, tedeschi e americani, che – siamo nel post 9/11 – vogliono vederci chiaro.
Neanche a dire la faccenda si complica, lasciandoci un sapore amaro in bocca e la triste constatazione che il potere che si annida nelle zone grigie della democrazia è cinico e arrogante con i più deboli.
E’emaciato, affamato, presenta segni di tortura, dispone di denaro, molto.
Intorno alla vicenda ruotano anche i servizi segreti inglesi, tedeschi e americani, che – siamo nel post 9/11 – vogliono vederci chiaro.
Neanche a dire la faccenda si complica, lasciandoci un sapore amaro in bocca e la triste constatazione che il potere che si annida nelle zone grigie della democrazia è cinico e arrogante con i più deboli.
Anche se non è la più riuscita delle spy story di Le Carrè, si lascia leggere fino alla fine, è ben congegnata e come al solito ben scritta. Non mi è piaciuto molto il personaggio Annabel: le motivazioni delle sue scelte o le sue reazioni non mi sembrano sempre sufficientemente chiare e convincenti.
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John Le Carré – Yssa il buono
Tante volte ho scoperto autori e libri a me sconosciuti leggendo online commenti e recensioni.
Vorrei ricambiare il favore con questa rubrica 🙂